Non credente ai venditori di fuffa

Dalle verdi pianure polacche alle bracerie italiane: un viaggio inaspettato.

12/27/20255 min read

white and black cow
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La Scottona che Mangi non è Italiana: ma per questo non è meno buona, anzi...

Immagina la scena: sei seduto in una tipica braceria italiana, il menu tra le mani, e l'occhio cade su una parola che evoca immediatamente qualità, sapore e tradizione: "Scottona". Il pensiero corre a una costata succulenta, magari cotta alla perfezione sulla brace, un'eccellenza del nostro patrimonio gastronomico. L'associazione tra Scottona e carne italiana di alta gamma è quasi automatica nella mente di molti consumatori.

Ma cosa significa davvero "Scottona"? E siamo sicuri che quella deliziosa costata nel nostro piatto sia sempre e solo italiana? La risposta potrebbe sorprenderti. Questo articolo ti guiderà attraverso quattro verità fondamentali che svelano cosa si nasconde dietro una delle carni più apprezzate, un'esplorazione che ti renderà un consumatore più informato e attento, pronto a guardare il tuo prossimo ordine con occhi completamente nuovi.

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1. "Scottona" non è una razza, ma un'identità precisa.

"Non è una razza né un taglio, ma un bovino con caratteristiche specifiche."

Contrariamente a quanto molti credono, il termine "Scottona" non identifica una particolare razza bovina, come la Chianina o l'Angus, né uno specifico taglio di carne, come il filetto o la costata. La sua definizione è tecnica e precisa, stabilita da disciplinari di produzione. Si definisce Scottona un bovino di sesso femminile, di età compresa tra i 12 e i 22 mesi, che non ha mai partorito.

Questa condizione è il segreto della sua celebrata qualità. L'assenza di gravidanze fa sì che l'animale sviluppi una carne con caratteristiche organolettiche superiori. La presenza di estrogeni naturali contribuisce a una distribuzione uniforme del grasso intramuscolare, creando quella marezzatura (le sottili venature di grasso) che, sciogliendosi in cottura, conferisce alla carne una "tenerezza impareggiabile, succosità e un sapore eccellente". Ma non basta: per essere tale, la carcassa deve rispettare anche rigidi criteri di classificazione europei, con una conformazione eccellente (classi S-E-U-R) e un grado di ingrassamento ottimale (classi 2-3). Il risultato è un prodotto "tenero e gustoso", apprezzato per la sua morbidezza e la sua capacità di mantenere i succhi.

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2. La Polonia è diventata una superpotenza della carne (e la trovi nel tuo piatto).

"Dalle verdi pianure polacche alle bracerie italiane: un viaggio inaspettato."

Quando pensi a una carne premium, probabilmente la tua mente non vola subito in Polonia. Eppure, questo paese è diventato uno dei principali produttori ed esportatori di carne bovina di alta qualità in Europa. Aziende polacche sono leader nel settore, con esportazioni che raggiungono "più di 60 paesi" e una capacità produttiva che arriva a macellare fino a 1.400 capi di bestiame al giorno.

Questa imponente produzione ha un impatto diretto sul mercato italiano. La carne polacca, inclusa l'eccellente Scottona, è massicciamente presente nel nostro paese. I numeri parlano chiaro:

Secondo i dati del settore, solo nel periodo gennaio-agosto 2019, la Polonia ha esportato in Italia 55.501 tonnellate di carne bovina.

Questa presenza non è un segreto per gli addetti ai lavori, ma è sempre più visibile anche al consumatore finale. Non è raro trovare ristoranti che, in nome della trasparenza, indicano esplicitamente l'origine della loro carne. Un esempio concreto è il menù del ristorante "Pizza e Carne" di Segrate (Milano), che propone una "Fiorentina Razza: POLACCA" accanto alla più tradizionale Chianina.

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3. Stessi standard, prezzo diverso: il segreto della competitività.

"Miti da sfatare: la qualità non ha un solo passaporto."

L'idea che un prodotto d'importazione sia qualitativamente inferiore è un preconcetto duro a morire, ma nel mercato unico europeo le regole sono chiare. I produttori polacchi, per esportare in Italia, devono rispettare le stesse rigorose normative dell'Unione Europea applicate agli allevatori italiani. Il sito promozionale "Polish Beef" chiarisce che "le stesse norme legali si applicano agli allevatori e ai produttori all’interno dell’UE". Inoltre, i maggiori produttori polacchi detengono certificazioni internazionali come HACCP, IFS e BRC, che attestano i massimi standard di sicurezza alimentare.

Ma allora, perché la carne polacca è così diffusa? Il fattore chiave è economico, guidato da complesse dinamiche di mercato europee. Come evidenziato dal report ISMEA sulle tendenze del settore bovino (Luglio 2023), "il picco di produzione della Polonia sta saturando il mercato tedesco", spingendo queste produzioni a "cercare sfogo negli altri Paesi Europei, tra cui l’Italia". Questa pressione si traduce in una differenza significativa nei prezzi all'ingrosso: le carcasse di vitellone in Polonia si attestano sui 4,65-4,70 €/kg, contro i 5,47 €/kg in Italia. Questo divario si riflette sul prezzo finale: tornando all'esempio del menù di Segrate, la Fiorentina di razza polacca costa 60 €/kg, mentre quella di Chianina sale a 79 €/kg.

Questa combinazione di alta qualità certificata e prezzo competitivo è la ragione principale della sua crescente popolarità. In un mercato in cui, come sottolinea lo stesso report ISMEA, "il continuo incremento dei prezzi, in una fase di scarso potere d’acquisto, ha compromesso in buona parte le vendite dei prodotti più cari, e le carni bovine ne hanno pagato lo scotto", l'alternativa polacca diventa una scelta logica per ristoratori e consumatori.

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4. Tracciabilità Totale: L'etichetta è il passaporto della carne.

"Come leggere la carta d'identità della tua bistecca."

Come può un consumatore essere sicuro dell'origine della carne che sta per acquistare? Grazie al sistema di etichettatura obbligatoria dell'Unione Europea, la trasparenza è garantita per legge. Dal 1° gennaio 2002, il Regolamento (CE) n. 1760/2000 impone che tutte le etichette delle carni bovine riportino una serie di informazioni fondamentali che permettono di tracciare il percorso dell'animale "dalla stalla alla tavola".

Le informazioni chiave da cercare sull'etichetta sono lo stato di nascita, di allevamento, di macellazione e di sezionamento. Questi dati costituiscono la vera e propria carta d'identità della carne e rivelano l'intera filiera. Un esempio perfetto è l'etichetta di una costata di Scottona polacca preparata per il mercato italiano, che riporterà in modo chiaro e inequivocabile:

  • NATO IN: Polonia

  • ALLEVATO IN: Polonia

  • MACELLATO IN: Polonia

  • SEZIONATO IN: Italia

Questo semplice elenco riassume perfettamente la tesi di questo articolo: un prodotto di alta qualità, nato e cresciuto secondo standard europei in Polonia, che arriva in Italia per essere lavorato e raggiungere le nostre tavole. La prossima volta che ti trovi al banco macelleria, prenditi un momento per leggere l'etichetta: è lo strumento più potente che hai per conoscere la vera storia della bistecca che stai per gustare.

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Uno Sguardo Nuovo sul Tuo Piatto

Le verità che abbiamo esplorato dipingono un quadro del mercato della carne bovina più complesso e interconnesso di quanto l'immaginario comune suggerisca. Abbiamo imparato che "Scottona" è una garanzia di qualità legata a precise caratteristiche dell'animale, non alla sua nazionalità. Abbiamo scoperto che la Polonia è un gigante della produzione di carne di alta qualità, le cui eccellenze arrivano regolarmente sulle nostre tavole, offrendo un'alternativa competitiva senza compromessi sugli standard. Infine, abbiamo visto che la trasparenza è un diritto garantito dalle normative europee sull'etichettatura.

Armati di questa conoscenza, non si tratta di scegliere tra "italiano" o "straniero", ma di riconoscere e apprezzare la qualità certificata, ovunque essa abbia origine, e di fare scelte basate su trasparenza, gusto e valore.

La prossima volta che ordinerai una costata di Scottona, guarderai il menu (e l'etichetta) con occhi diversi?